Istituito nel 2019 all’interno del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), il Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’AOU di Alessandria nasce con l’obiettivo di superare una visione della medicina ridotta alle sole coordinate tecnico-diagnostiche. La sua missione è restituire alla medicina il senso autentico di therapeia, prendendosi cura della persona nella sua interezza biologica, psicologica, sociale e culturale.

Il Centro si fonda su tre pilastri strategici:

  1. integrare sapere scientifico e umanistico per arricchire la pratica clinica;
  2. utilizzare la narrazione come dispositivo strategico ed ermeneutico per costruire percorsi di cura personalizzati;
  3. generare una cultura organizzativa basata su empatia, ascolto e bellezza, essenziali per l’esperienza dei pazienti e per contrastare il burnout degli operatori.

Con oltre 40 iniziative all’attivo e più di 500 professionisti coinvolti, il Centro promuove una sanità partecipata dove cittadini e associazioni di volontariato diventano co-protagonisti del percorso assistenziale, mentre agli operatori sanitari è dedicato un “welfare culturale” per sostenere il loro equilibrio emotivo.

L’operato del Centro si articola su alcune direttrici principali:

  • medicina narrativa: è il pilastro metodologico. Progetti come Verba Curant e NAME Piemonte hanno misurato rigorosamente come l’impatto della narrazione riduca i conflitti e migliori l’aderenza terapeutica. Un caso pilota è l’approccio narrativo impiegato in Ostetricia quale “reparto narrativo”;
  • arti espressive: la musica e l’arte visiva diventano strumenti terapeutici. Sono stati avviati progetti di Musicoterapia e studi clinici mirati; da segnalare il progetto Music and Motherhood (grazie al CCW in collaborazione con l’OMS e l’ISS) dove il canto di gruppo vien usato per contrastare la depressione post-partum;
  • attraverso il Seminario di Clinica Legale Medica, si indagano le implicazioni normative, la tutela dei diritti e le responsabilità professionali;
  • iniziative come la Biblioteca del Paziente mirano a fornire un’informazione sanitaria chiara e comprensibile (Health Literacy);
  • l’ospedale è luogo di relazioni e memoria: da qui l’attenzione al patrimonio storico quale elemento identitario per la comunità.

Il Centro punta a trasformare le Medical Humanities da iniziative isolate a componente strutturale dei modelli organizzativi e clinico-assistenziali: attraverso una solida rete con gli enti locali, l’accesso a bandi e il fundraising, l’obiettivo ultimo è costruire un sistema stabile in cui eccellenza clinica e centralità della persona si coniughino indissolubilmente.