Il modello di welfare culturale dell’Aou Senese affonda le sue radici nel momento più buio della pandemia da Covid-19, nascendo come reazione proattiva all’isolamento emotivo, funzionale e strutturale vissuto negli ospedali. Per contrastare il “digiuno culturale” causato dai divieti, il 4 marzo 2021 l’Azienda ha lanciato il format online “Agorà Aou Senese”, ideato per mantenere vivo il confronto, l’incontro e la divulgazione scientifica tramite canali digitali. Questa presa di consapevolezza ha fatto da volano alla strategia aziendale, sintetizzata nel claim che guida ancora oggi l’ospedale: «Aou Senese: curiamo anche con la cultura».

Il modello si fonda sui principi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che riconosce l’efficacia delle attività culturali, artistiche e creative come veri e propri strumenti di promozione della salute. L’approccio dell’Aou Senese è olistico e si rivolge non solo ai pazienti — supportando i percorsi terapeutici tradizionali e migliorando l’accoglienza — ma anche ai professionisti sanitari, attivando un circolo che migliora il benessere organizzativo e l’empatia nella relazione di cura. Il metodo alla base è caratterizzato da una governance partecipativa: dal 2022, ogni autunno viene lanciata una call to action rivolta a dipendenti e associazioni di volontariato per proporre progetti.

Il modello prende vita attraverso una rete di collaborazioni con istituzioni culturali locali ed enti del Terzo Settore, declinandosi in tre macro-aree:

  • musica e danza: le corsie si animano per ridurre lo stress clinico grazie alle esibizioni di balletto professionistico (“Danza in corsia”) e alla musica classica eseguita per i pazienti onco-ematologici (“Ematologia in musica”). Un importante protocollo con il Conservatorio Rinaldo Franci ha strutturato ulteriormente questi interventi musicali per i degenti e ha introdotto corsi e percorsi di wellbeing per i dipendenti. Non sono mancati, inoltre, incontri con artisti di rilievo come Achille Lauro per donare spensieratezza alle pediatrie;
  • medicina narrativa e lettura: i vissuti traumatici della pandemia sono stati elaborati attraverso progetti di storytelling editoriale come “Una marcia in più. Noi oltre il Covid”. Il progetto teatrale “Le storie degli altri” utilizza le arti performative per migliorare la mediazione interculturale, mentre il libro “Le avventure del signor Sié” sfrutta il racconto terapeutico per alleviare l’ansia preoperatoria dei bambini, declinato anche in versione digitale con la realtà virtuale e con l’umanizzazione degli ambienti di cura. A questo si affianca una Biblioteca Ospedaliera che, grazie a volontari appositamente formati, porta il prestito gratuito di libri direttamente al letto dei pazienti;
  • arte, storia e identità locale: per rinsaldare il legame con il territorio, l’Aou Senese ha stipulato accordi con il Magistrato delle Contrade con l’Opera della Metropolitana di Siena e con la Fondazione Antico Spedale Santa Maria della Scala, partnership che generano percorsi di welfare culturale, mostre e visite guidate dedicate al personale e ai pazienti.

Il modello senese dimostra che la “buona cura” necessita anche di qualità relazionale e bellezza; questa strategia ha trasformato la crisi pandemica in un’opportunità permanente, consolidando un format virtuoso, generatore di valore per l’intera comunità e facilmente replicabile in altre realtà sanitarie.