L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha sviluppato un modello organizzativo che pone l’umanizzazione delle cure come pilastro della propria strategia, superando l’approccio biomedico in favore di un modello biopsicosociale, una visione che considera il paziente nella sua interezza fisica, psicologica e sociale, trasformandolo da oggetto di cure a soggetto protagonista.
Il cuore di questa trasformazione è rappresentato da un’architettura decisionale che integra competenze tecniche e saperi esperienziali:
- il Board Aziendale: un organismo misto, introdotto seguendo gli indirizzi regionali del 2018, composto da professionisti sanitari e rappresentanti delle Associazioni di Volontariato che ha il compito strategico di co-progettare, promuovere e valutare lo stato di attuazione dei progetti di umanizzazione;
- il Comitato Consultivo Misto: attivo dal 1997, prevede la partecipazione del volontariato con il compito di assicurare il controllo di qualità dei servizi dal lato del cittadino e promuovere una migliore comunicazione;
- Project Management dedicato: nel 2024, l’AOU ha istituito una specifica funzione di staff alla Direzione Generale per il coordinamento di questi progetti. L’uso di metodologie di project management garantisce obiettivi specifici, tempi definiti e indicatori di risultato misurabili.
Nel modello modenese, il Terzo Settore diventa un co-produttore dei servizi sanitari, poichè sono stati approvati 31 progetti focalizzati sulle problematiche psicosociali, tra i quali spicca “Tempo Volontario” in Geriatria (dove i volontari prevengono il delirium e offrono un’alternativa umana alle contenzioni fisiche) e il supporto ai caregiver in Terapia Intensiva (tramite servizi di cucina, lavanderia e spazi relax esterni al reparto). Inoltre, le associazioni gestiscono la somministrazione di questionari nei reparti e collaborano costantemente con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico attraverso l’analisi delle segnalazioni provenienti dai cittadini.
L’approccio dell’AOU di Modena adotta una prospettiva che coinvolge le famiglie e l’intera rete sociale: il successo di questo modello è garantito dal forte commitment istituzionale della Direzione Aziendale, che ha reso l’umanizzazione una scelta strutturata e non una delega a iniziative sporadiche.

